Cibus contro DeGusto

Comunicato Stampa – Una nuova ordinanza, quella del 22 dicembre 2023 pubblicata in questi giorni, ha definitivamente respinto ogni richiesta da parte di Fiere di Parma S.P.A., organizzatrice della fiera internazionale sull’alimentare Cibus, nei confronti di Cosenza Eventi, organizzatrice del salone enogastronomico DeGusto.

Già lo scorso 27 luglio la Sezione Specializzata in Materia di Impresa del Tribunale di Catanzaro aveva fatto lo stesso, cioè aveva respinto le accuse di Cibus che sosteneva che DeGusto avesse copiato il suo marchio facendone uso in modo “parassitario”. 

“Abbiamo sostenuto sin dall’inizio la liceità della condotta della Cosenza Eventi, ingiustamente e pretestuosamente accusata da Fiere di Parma S.p.a. di contraffazione di marchio e concorrenza sleale. Il Tribunale di Catanzaro Sezione specializzata in materia di impresa, […] dopo un attento ed accurato confronto dei marchi oggetto di disputa, ha condiviso le ragioni della Cosenza Eventi stabilendo che il marchio figurativo-denominativo “deGusto” è visivamente e foneticamente dissimile dal marchio di cui è titolare la società ricorrente, per cui non ha ravvisato il lamentato illecito contraffattorio escludendo anche l’illecito concorrenziale” aveva dichiarato soddisfatto l’Avv. Alfredo Gigliotti, difensore della C.E. la scorsa estate. “Oggi è stato confermato che non solo l’illecito non sussiste, ma che il marchio di “deGusto” contrariamente a quello di “Cibus”, che devono giustamente essere intesi nella loro interezza, è da considerare univoco e forte”.

Dal 2021, ancora prima dello svolgimento della sua prima edizione, Fiere di Parma reiteratamente sollecitava la Cosenza Eventi a cessare l’utilizzo del marchio “DeGusto” perché, a suo dire, in sostanza copiava quello di “Cibus”, un piatto stilizzato su cui poggia una forchetta a quattro rebbi in negativo, e che ciò generava confusione nel pubblico e una conseguente perdita di espositori e di visitatori. Nonostante la Cosenza Eventi continuasse a sostenere, dimostrando, che i marchi fossero dissimili in quanto quello di DeGusto rappresenta chiaramente un forchettone da cucina, e che quindi non vi era alcuna violazione dei diritti del marchio, né un pericolo di confusione, Fiere di Parma S.P.A. con una istanza cautelare chiedeva al Tribunale di Catanzaro di inibire la Cosenza Eventi l’uso del marchio figurativo-denominativo “DeGusto” e di pubblicare l’esito a suo favore a spese della stessa Cosenza Eventi.

“A noi è sembrato più un attacco al Sud e al suo fare impresa. Notoriamente i più grandi eventi fieristici di questo settore si tengono al Nord, con la grande maggioranza delle sue aziende espositrici provenienti dal Meridione. Probabilmente questo è stato un tentativo, mal riuscito, di soffocare sul nascere quello che ha le carte in regola per divenire un importante Salone internazionale sull’agroalimentare che si tiene nella punta dello Stivale, in Calabria, perché onestamente ci viene difficile pensare che un’azienda storica come Fiere di Parma possa davvero credere in quanto avanzato fino ad ora”, aveva dichiarato la legale rappresentante della Cosenza Eventi, Francesca Trotta.

“Siamo più che soddisfatti perché abbiamo dimostrato come il nostro know-how professionale e lavorativo non solo sia da prendere ad esempio ma anche come questo sia ciò che ha portato il DeGusto, soprattutto dopo l’ultima edizione, ad essere un evento sull’agroalimentare di tutto rispetto, visitato e riconosciuto da migliaia di persone tra visitatori ed espositori. Proprio il pubblico di riferimento, che conosce gli eventi di settore ed è quindi perfettamente istruito in merito, non avrebbe mai e poi mai potuto neanche lontanamente confondere i due marchi, contrariamente a quanto sostenuto da Cibus che, evidentemente, dovrebbe avere maggiore fiducia nel suo lavoro e negli operatori del settore che conoscono da anni l’evento”, ha concluso Trotta.

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